In questi ultimi anni stiamo assistendo alla richiesta di protezione e le soluzioni di videosorveglianza stanno non solo rispondendo alle esigenze di sicurezza, ma anche a quelle connettività. La videosorveglianza, grazie alla diffusione dell’Internet of Things cambia pelle ed è in grado di trasferire informazioni ed elaborare dati. L’integrazione di tecnologie avanzate e soluzioni connesse apre scenari che vanno al di là della sicurezza in quanto tale proponendo infinite combinazioni che contribuiscono a ridefinire il confine tra pubblico e privato, tra privacy e necessità di protezione.

Massimiliano Troilo General Manager HikvisionÈ necessario che gli operatori si trasformino in Total solution provider: partendo dal supporto fisico devono riuscire a gestire tutte le esigenze del cliente integrando tecnologie diverse. La videocamera diventa di fatto un sensore e si prepara al passo successivo: l’intelligenza artificiale.

Per capire meglio questo scenario abbiamo parlato con Massimiliano Troilo, General Manager HikVision Italia e Vicepresidente Anie Sicurezza.

Parliamo di Internet of Things: come si sta trasformando il settore della videosorveglianza?

È necessario comprendere bene la definizione di Internet of Things (IoT) che può essere diviso in due grandi filoni: il primo – quello più accessibile – legato alle tecnologie semplici connesse, mentre il secondo legato ai Big Data.
Si può parlare di IoT se si utilizza semplicemente una videocamera per filmare qualcosa? Oppure si parla di Iot quando si crea una infrastruttura video in grado di generare dati che successivamente possono essere analizzati ed elaborati? HikVision è in grado di rispondere e soddisfare le esigenze poste dalla seconda domanda. Oggi parlare di videosorveglianza è riduttivo: c’è una convergenza tra sicurezza e automazione e ora si parla di un unico sistema integrato.

Il valore dei progetti integrati si sta spostando verso la parte software?

Immaginiamo una piramide: alla base troviamo, ad esempio, un citofono che fa solo il mestiere di citofono, appena sopra troviamo un dispositivo più evoluto in grado di chiamare il proprietario sul cellulare, se è presente una soluzione nella quale convergono delle telecamere o altri device del sistema di sicurezza allora abbiamo un sistema, un hub vero e proprio. Da qui il passo verso la realizzazione di un sistema integrato è breve grazie a un software di management o di videomanagement che gestisce tutto.

La punta della piramide è occupata dal software che ovviamente evolve e si trasforma integrando i dispositivi che vengono gestiti da uno smartphone.

Tutto questo per dire che i sistemi di oggi si compongono di livelli che partono dal basso dove troviamo la tecnologia e la tipologia di installazione e raggiungono l’apice attraverso l’integrazione con architetture client server, eccetera.

Si sente molto parlare di intelligenza artificiale: quale impatto ha sulla strategia di crescita dell’azienda?

Quelli elencati prima sono i tasselli di un percorso di crescita ambiziosa: l’intelligenza artificiale è il prossimo passo per creare librerie intelligenti composte di informazioni e dati che elaborati nella maniera più opportuna si trasformano in valore. I Big Data, i dati analizzati richiedono sforzi enormi e spesso ci si scontra proprio con la mole dei dati stessi. L’intelligenza artificiale ha il vantaggio di avere dati con una indicizzazione di classificazione trasformabili in informazione fruibile dall’utente.

Il focus è passato da prodotto a sistema: quale è la vostra visione ?

Io credo che il mercato sia cambiato e tuttora si sta trasformando: non si parla più di centrale d’allarme fine a se stessa, ma di hub che integra sicurezza, comfort benessere e nel quale la videoverifica diventa un must. I sensori del sistema di allarme integrano le funzioni domotiche convertendosi in dispositivi per la gestione e il controllo. La sicurezza diventa parte di un sistema scalabile integrato, unico.

Quello che ha descritto è ciò che rappresenta il total solution provider?

Sì, è esattamente quello: il vantaggio delle apparecchiature intelligenti risiede nella capacità di autoregolarsi. È necessario lavorare in modo che gli oggetti si integrino con facilità e in modo veloce senza l’intervento manuale.

La videosorveglianza da una parte deve proteggere i dati, dall’altra li deve trasferire, condividere e analizzare. Certo non è semplice perché la videosorveglianza in questo concetto di sistema integrato legge e riceve dati relativi alla sicurezza e al comfort ed è necessario conciliarli con la privacy.

Uno sguardo al mercato della videosorveglianza

Il mercato della videosorveglianza cresce molto nel numeri di dispositivi venduti e meno in termini di valore complessivo: diciamo + 25% per le quantità e + 5% per i fatturati. Nonostante la discesa dei prezzi penalizzi la crescita, è indiscusso il trend positivo legato ai sistemi di videosorveglianza; per quanto riguarda HikVision, la crescita è intorno al 30% annuo.

 

FONTE: ELETTRICO MAGAZINE https://www.elettricomagazine.it/2018/08/03/videosorveglianza-internet-of-things/