SISTEMI FOTOVOLTAICI

Dopo un periodo di flessione dovuta alla cessazione del Conto Energia, la domanda di sistemi fotovoltaici di piccola e media taglia ha ripreso vigore, grazie alle nuove normative in vigore e alle detrazioni fiscali previste.

DETRAZIONE 50% Impianti Fotovoltaici

Detrazioni Fiscali Fotovoltaico 2016
Oggi, chi decide di installare un impianto fotovoltaico per la produzione di energia elettrica, non può più contare sugli incentivi statali.

L’ultimo Conto Energia, il Quinto, entrato in vigore il 27 agosto 2012, è terminato il 6 giugno 2013 per via del raggiungimento della soglia massima di fondi disponibili. A partire dal 6 luglio 2013 sono quindi terminati gli incentivi per il fotovoltaico.

Visto che è prevista l’entrata in vigore di un Sesto Conto Energia, per contenere i costi, le imprese e i privati che vogliono installare un impianto fotovoltaico possono usufruire solamente degli incentivi fiscali per la ristrutturazione edilizia.

Nel caso di acquisto e installazione di un impianto fotovoltaico da parte di privati è prevista una detrazione fiscale del 50%, più specificatamente una detrazione Irpef del costo sostenuto del 50% in 10 anni con un limite massimo di spesa di 96.000 euro.

Da notare però che non si può ottenere la detrazione fiscale per l’impianto fotovoltaico nel caso in cui la cessione dell’energia elettrica prodotta in eccesso configura l’esercizio di un’attività commerciale (come nel caso in cui l’impianto ha potenza superiore ai 20 kw) oppure se l’impianto non viene posto a servizio dell’abitazione.

Secondo le disposizioni dell’Agenzia delle Entrate (AdE), la realizzazione di un impianto fotovoltaico è equiparata a tutti gli effetti alla realizzazione di interventi finalizzati al risparmio energetico, in quanto consente di ottenere una riduzione dei consumi da fonti di energia fossili. Per questo motivo chi installa un impianto con pannelli fotovoltaici può usufruire della detrazione del 50% delle spese sostenute entro la soglia massima di spesa di 96.000 euro.

Come condizione per accedere alle detrazioni fiscali c’è il fatto che l’impianto deve essere posto “direttamente al servizio dell’abitazione“, nel senso che deve essere utilizzato per usi domestici, di illuminazione, alimentazione di apparecchi elettrici, e così via.

Si precisa inoltre che le detrazioni fiscali non sono cumulabili con le tariffe incentivanti. Le somme erogate come sovvenzioni devono essere scorporate dalle spese sostenute prima di calcolare la detrazione, che deve riguardare solo le spese effettivamente sostenute.

Inizialmente il Decreto Legge 22 giugno 2012, n. 83 (http://www.governo.it/backoffice/allegati/68456-7800.pdf), noto come Decreto Sviluppo del 2012, aveva portato il bonus delle detrazioni IRPEF dal 36% al 50% e innalzato il tetto massimo di spesa da 48 mila euro a 96 mila euro per ogni immobile, con validità fino al 30 giugno 2013.

Questa data è stata poi prorogata più volte: prima fino al 31 dicembre 2013 con il decreto legge n.63/2013, in seguito fino al 31 dicembre 2014 con la Legge di Stabilità 2014 (Legge 27 dicembre 2013, n. 147), poi con la Legge n.190 del 23/12/2014 (Legge di Stabilità 2015), pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale Serie Generale n.300 del 29/12/2014 la data di scadenza della detrazione 50% era stata ulteriormente prorogata fino al 31 dicembre 2015, e infine con la Legge di Stabilità 2016 del governo Renzi, la data è stata posticipata ancora, al 31 dicembre 2016.

Per l’installazione di impianti fotovoltaici non è invece possibile usufruire dell’ecobonus 65%, che è riservato agli interventi di riqualificazione e risparmio energetico
Dopo il 6 luglio 2013,con la cessazione del quinto Conto Energia, chi desidera installare un impianto fotovoltaico per una riqualificazione energetica e sostenibile della propria abitazione può usufruire degli incentivi fiscali, noti anche come eco bonus del 50% per le ristrutturazioni edilizie per l’installazione di un impianto fotovoltaico con scambio sul posto.

Si possono detrarre dalla dichiarazione dei redditi nella percentuale del 50% le spese sostenute fino al 31/12/2016 per la realizzazione dell’impianto fotovoltaico, fino ad un massimo di 96.000 euro di spesa. La detrazione viene spalmata in 10 anni tramite dieci rate annuali di uguale importo.

Il bonus fiscale del 50% si estende anche al caso in cui si acquisti e installi un impianto fotovoltaico.
Caso: Risparmio energetico. Opere finalizzate al risparmio energetico, realizzate anche in assenza di opere edilizie propriamente dette (Detraibile, purché sia certificato il raggiungimento degli standard di legge) della GUIDA(http://www.agenziaentrate.gov.it/wps/content/Nsilib/Nsi/Home/CosaDeviFare/Richiedere/Agevolazioni/DetrRistrEdil36/SchInfoDetrRistrEdil36/Comequando+DetrRistrEdil36/ ) sulle agevolazioni fiscali per ristrutturazioni edilizie dell’Agenzia delle Entrate.

Requisiti per usufruire della detrazione IRPEF del 50% per impianto fotovoltaico

Per poter richiedere di usufruire delle detrazioni IRPEF del 50% per installazione di un impianto fotovoltaico, rientrante in un intervento di “Risparmio energetico, Opere finalizzate al risparmio energetico, realizzate anche in assenza di opere edilizie propriamente dette (Detraibile, purché sia certificato il raggiungimento degli standard di legge)” bisogna rientrare nei seguenti casi:
A) Non usufruire del Quinto Conto Energia
B) L’impianto fotovoltaico deve servire per produzione di energia per autoconsumo e non per fini commerciali
C) Se l’energia prodotta supera il fabbisogno,non sarà possibile venderla,ma si immetterà in rete e si potrà utilizzare in altre ore della giornata, pena la perdita della detrazione IRPEF del 50%
D) La detrazione del 50% è spalmabile in 10 anni


CASE DI NUOVA COSTRUZIONE O CON RISTRUTTURAZIONI RILEVANTI: OBBLIGO DI IMPIANTO DA FONTI RINNOVABILI

Il 31 maggio 2012 è entrata in vigore la normativa secondo la quale, nelle abitazioni e negli edifici di nuova costruzione, non tralasciando le strutture soggette a ristrutturazioni importanti, scatta l’obbligo dell’installazione di un impianto che sfrutti le risorse rinnovabili per soddisfare il fabbisogno energetico dell’immobile in questione, parzialmente o in tutto.

L’obbligo di installazione di un sistema da fonti rinnovabili (dunque, non necessariamente il fotovoltaico che sfrutta l’energia solare) per la produzione di almeno 1 kW nelle unità abitative civili e 5 kW per i fabbricati industriali, nasce in ottemperanza del Decreto Rinnovabili, Attuazione della direttiva 2009/28/CE sulla promozione dello sfruttamento delle energie rinnovabili, espresso all’art.11 del Dlgs n. 28/2011.
Secondo il Decreto rinnovabili n.28/2011, in ogni edificio di nuova costruzione o con volumetria superiore a 1.000 metri cubi sottoposto a ristrutturazioni rilevanti o demolizione deve essere installato un impianto che sfrutti le risorse rinnovabili, come quella solare, per il sostentamento energetico dell’immobile stesso. Ciò significa che nell’edificio devono essere installati dei sistemi che siano in grado di produrre elettricità e calore per climatizzare la casa e produrre l’acqua calda necessaria per il sistema idrico sanitario. L’obiettivo dell’intervento è integrare i consumi di elettricità con quelli generati da fonti rinnovabili.

Gli impianti per la produzione di acqua calda sanitaria meritano una nota a parte: per questa tipologia di sistema solare era già previsto l’obbligo normativo della copertura del 50% del fabbisogno dell’immobile, che dovrà continuare a esser garantita insieme alla generazione di elettricità e di riscaldamento e raffreddamento dell’edificio in base al seguente schema che garantisce l’accesso agli incentivi solo per la parte eccedente tali obblighi:

del 20% se la richiesta del titolo edilizio è stata presentata dal 31/05/2012 fino al 31/12/2013;
del 35% se la richiesta del titolo edilizio è stata presentata dal 01/01/2014 fino al 31/12/2016;
del 50% se il titolo edilizio è stato rilasciato in seguito al 01/01/2017.
Fermo restando che, gli obblighi che riguardano il soddisfacimento del bisogno energetico NON possono essere assolti con impianti da fonti rinnovabili che generano solo energia elettrica per alimentare sistemi per la produzione di acqua calda sanitaria e climatizzazione degli ambienti.

La normativa ha carattere nazionale, ma le regioni e i comuni, all’interno della progettazione dei piani di qualità dell’aria e di rispetto dell’ambiente, mantengono il diritto di incrementare i valori di integrazione che sono stati già fissati dal decreto. Per quanto riguarda gli edifici pubblici, invece, gli obblighi di integrazione delle rinnovabili sono superiore del 10%. Inoltre, è stato stabilito che i progetti virtuosi con garanzia di copertura energetica superiore al 30% previsto dal decreto, beneficeranno di un bonus volumetrico del 5%.

Per gli impianti per la generazione di energia elettrica, la normativa dispone la garanzia di una potenza proporzionale alla superficie, con parametri commisurati e variabili progressivamente, secondo lo schema della potenza minima richiesta:

1 kW ogni 80 mq per titoli edilizi presentati dal 31/05/2012 fino al 31/12/2013;
1 kW ogni 65 mq per i titoli edilizi presentati dal 01/01/2014 fino al 31/12/2016;
1 kW ogni 50 mq per i titoli edilizi presentati in seguito al 01/01/2017

CHE COSA SI INTENDE PER EDIFICIO DI “NUOVA COSTRUZIONE”?
Il Dlgs 28/11 modifica la terminologia di edificio di nuova costruzione andando a individuare in questa situazione regolata dalla normativa, gli edifici per i quali la richiesta dello specifico titolo edilizio sia stato presentata successivamente all’entrata in vigore del decreto stesso. Ciò significa che:

se si ha il permesso di costruzione rilasciato prima del 31/05/2012, l’installazione di un impianto da fonti rinnovabili non è obbligatorio e, se si contempla l’idea di installarne uno, si ha diritto agli incentivi;
se si ha il permesso di costruzione rilasciato in seguito all’entrata di vigore del decreto, ovvero del 31/05/2012, si ha l’obbligo dell’istallazione di un impianto da fonti rinnovabili e non si ha diritto agli incentivi.

CHE COSA SI INTENDE PER EDIFICIO SOTTOPOSTO A “RISTRUTTURAZIONE RILEVANTE”?
La terminologia di edificio sottoposto a ristrutturazione rilevante entra per la prima volta nel Dlgs 28/11 in questione per indicare:

un edificio esistente di superficie utile superiore a 1000 metri quadrati, sottoposto a interventi di ristrutturazione integrale degli elementi edilizi che ne costituiscono l’involucro stesso;
un edificio esistente sottoposto a demolizione e la successiva ricostruzione, non escludendo gli interventi di manutenzione straordinaria. Fermo restando che l’obbligo di installazione dell’impianto da fonti rinnovabili non si applica sugli edifici nei quali vi è un vincolo storico-artistico-paesaggistico (vedi sotto).

COSA SUCCEDE SE IN UN EDIFICIO EX NOVO O CON RISTRUTTURAZIONE RILEVANTE NON VIENE INSTALLATO UN IMPIANTO DA FONTI RINNOVABILI?
In questo caso, non verrà rilasciato il titolo edilizio.

SE NELL’EDIFICIO NON È POSSIBILE INSTALLARE UN IMPIANTO DA FONTI RINNOVABILI?
E’ possibile che nell’edificio in questione non sia possibile installare un sistema da fonti rinnovabili, come nel caso di strutture soggette a vincoli storico-paesaggistici. In questo caso, in seguito alla verifica di un tecnico esperto, si certifica la non fattibilità di nessuna delle soluzioni tecnologiche presenti sul mercato ecosostenibile, evidenziando i motivi della mancata ottemperanza degli obblighi nella sua relazione tecnica.

PER CHI NON HA VALORE IL DECRETO RINNOVABILI?
L’obbligo dell’installazione di un impianto da fonti rinnovabili non è valido su edifici allacciati ad una rete di teleriscaldamento, il quale sistema copre già il fabbisogno energetico dell’immobile, sia nella generazione della climatizzazione degli ambienti che per la produzione di acqua calda sanitaria.

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